Piazza del Duomo, 15 Orvieto (TR) | P.IVA: 01290730553
Prenotazioni & Info: Tel: 0763 -341907 Cell: 349 3253087 - Email: vinosuslfratini@yahoo.it
|
There are no translations available.
Torre Alfina
Torre Alfina è una frazione del comune di Acquapendente, in provincia di Viterbo e dista da Orvieto 27 km. Situato al margine settentrionale dell'altopiano dell'Alfina, a circa 9 km di distanza dal capoluogo, a 600 m s.l.m., è popolato da 345 abitanti (dati Istat, 2001) ed è inserito tra I borghi più belli d'Italia.
La sua storia si identifica con quella del suo castello, a cui deve probabilmente parte del nome, costruito nel medioevo intorno ad una torre di avvistamento dalle quale proviene il sostantivo Torre.
Non si hanno notizie certe che l'area fosse abitata in epoca etrusca e nemmeno in quella romana anche se la vicinanza con l'insediamento etrusco Velzna e il fatto che l'altopiano fosse attraversato dalla via Traiana lo lascia supporre. Le prime notazioni storiche riguardo l'esistenza di una torre d'avvistamento le abbiamo nei Commentarii Historici di Monaldo Monaldeschi della Cervara che parla di una torre fortificata trasformata in castello durante il regno longobardo di Re Desiderio. E proprio la famiglia dei Monaldeschi prima, e il suo ramo della Cervara poi, saranno proprietari del castello e di molte delle terre intorno, quasi ininterottamente dal 1200 al 1700 quando si estinsero e il castello passò, per via ereditaria, ai marchesi Bourbon del Monte. Il borgo di Torre Alfina ,nel frattempo, intorno al 1400 aveva raggiunto una certa autonomia amministrativa costituendosi il comune rurale dipendente da Orvieto. Il castello e la sua tenuta rimase proprietà dei Bourbon del Monte fino al 1880 quando fu acquistato da un ricco banchiere ebreo, Edoardo Cahen, originario della città belga di Anversa che, nominato marchese nel 1885 da Umberto I si fregiò del titolo di Marchese di Torre Alfina e diede il via alla ristrutturazione completa del palazzo dandogogli aspetto odierno. Passato di mano per eredità nel 1959 fu acquistato da Alfredo Baroli e successivamante venne acquistato dal discusso Luciano Gaucci. |